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esprimersi. Nonostante tutto, ...nonostante tutti.

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iN UN MONDO DI PRODOTTI DA DISCOUNT E DA DISCOUNT DELL'aRTE, LA mOTHERfUCKaRT SI PROPONE L'IDEA DI DIFFONDERE PUBBLICAZIONI E PROMUOVERE EVENTI CHE SMASCHERINO L'APPARENTE SOSTANZA DEL PRODOTTO aRTISTICO E NON, ALFINE DI PERMETTERE ALL' uOMO-cHIUNQUE DI APPROPRIARSI DELLA SOLENNE FRIVOLEZZA DELLA FORMA E DI RENDERSI aTTORE-aRTISTA-aRTEFICE DEL PROPRIO DESTINO.

vIVA L'aRTE CON L'a MINUSCOLA. vIVA LA vERITà. eSPRIMERSI. nONOSTANTE TUTTO. nONOSTANTE TUTTI

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martedì, 02 giugno 2009

tn_01

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Postato da: Baronerosso1991 a 19:28 | link | commenti (1) |
il mondo ha bisogno di bello

lunedì, 01 giugno 2009
autarchia gioia mia

della serie “mi piace il bricolage”, "ogni scusa per fare da sé ed evitare il contatto umano è buona" e “il genio rinascimentale eccelle in tutte le arti”, poiché in passato ho ampiamente dimostrato di non eccellere in quella compositiva, ho deciso di rimediare compensando con la meccanica, restaurando la ducati di me medesimo. a dire il vero fino ad oggi ho fatto sufficientemente pena anche in altre discipline comunemente riconosciute come artistiche, di virtù si può forse dire che quantomeno riconosco il brutto che sta in me. dato poi che questo blog è praticamente morto da mesi (per non dire anni), ho deciso in memoria dei posteri di pubblicare qui le diverse puntate che seguiranno a questo nuovo progetto, il quale per inciso sostituisce temporaneamente i 414 altri lasciati a prendere la polvere da qualche parte una volta giunti a metà strada. non credo ci sarà particolare interesse nel seguire l’ennesima sconfitta del barone, non forse per la gioia in quanto tale di vedermi fallito, appunto. ma visto che come detto scrivere su queste pagine è un po’ come mandare una mail al proprio indirizzo, almeno potrò riservare a dremel e chiavi inglesi le energie che occorrerebbero per aprire un blog dedicato, che tanto sarebbe destinato a perire di lì a breve. ed io son contro la pena capitale. se mai un fiero rocker indipendente dovesse passare da queste parti, aborrirà sicuramente questo ennesimo affronto alla purezza ariana che vorrebbe trovare nei post mfa. lo invito (a scelta) a riascoltare le pernacchie della sua cetra o i peti delle liriche accompagnate: ma dal pompone esce la musica dei padri.

il mezzo è un monster 750cc del 1997, nelle mie mani (le terze) dal 2000. mio padre (maledetto lui) non pensò a me quando ai tempi vendette la sua le mans 850 , e così dovetti aspettare un bel pò per poter coronare il sogno di possedere una vera motocicletta (e il con la proma non lo contiamo???).

Monster 750 originale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

quì a cura avviata:

07_30.05_restauro m750_2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ps: se qualcuno oltre che la passione per la pessima musica avesse anche quella del meccano una mano sarebbe ben accetta. sono meno sociopatico di quanto dica e in cantina c'è sempre buona birra

Postato da: Baronerosso1991 a 08:53 | link | commenti |
autarchia gioia mia

sabato, 23 maggio 2009
svegliarsi 20 anni dopo: diobbono come pompa il pippero!

Postato da: Baronerosso1991 a 23:28 | link | commenti |
miti che resistono

domenica, 17 maggio 2009
Federico Fiumani + Hikobusha

Venerdì 22 suono col complessino, a Varese. Apriamo il concerto del pioniere-poeta del rock d'autore.

Autore di questa riflessione di indicibile pregnanza (è proprio il caso di dirlo...), che da qui riporto:

"La Vale non lo prendeva in bocca perché diceva che le faceva venire il mal di gola e siccome era una cantante non poteva rischiare. E io allora, che le leccavo il buco del culo e le infilavo la lingua dentro per interminabili minuti, che non facevo il cantante, io?"

Ehhh

gia.

Postato da: gammon a 20:41 | link | commenti |
el hamdoulil lah, haikume, la risposta è vaffanculo, quanta melodrammaticità oggi, lezioni di artista, diari delle viltà, haivintolamerda

sabato, 09 maggio 2009
recensione su Voci Alternative

NINIVE & Los Paranoias - OSTI

copertinaaaaa
"Questo non è un disco. Così i Ninive titolavano il loro primo album, uscito nel quasi lontano 2006. Questa non è una recensione, titolo io, oggi. Per volere e per forza. Per volere smettere la veste di quello che ha capito tutto ciò di cui scrive. E per forza di un disco impossibile da recensire. Perché sono tredici tracce, queste, senza genere, senza definizione, senza tabulazione. Osti è il secondogenito di casa Ninive, duo del legnanese, supportato in gravidanza dai tre Los Paranoias. Una decina di mani in tutto, che fanno sputacchiare ottoni e ancie in quantità, che intrecciano sei, a volte dodici, diciotto, diciannove o venti o più corde di ferro di tutti i tipi e che, in tutti i modi fendono l’aria. Quelle vocali, forse, sono ancora di più, e sanno essere belato e platea,  coro dell’anonima alcolisti e palcoscenico,  silenzio e grido di appello all’esistenza. Un disco senza distribuzione di pesi, ma mai materia a caso. Missaggio e arrangiamenti, oscillano dal pietoso al geniale, così come i suoni, gli effetti, i testi e il resto. Un disco che sa scivolare nella testa, come un carrarmato con i cingoli artigliati, e andarsene via come sa andare via solo la luna. Ma siccome qualsiasi parto in casa (home recording ndr) non è esente dal rischio di complicazioni, di difetti ce ne sono, e non pochi. Chi difettato, però, viene al mondo, in un mondo pieno di difetti nasce perfetto, nasce calzante. Provate ad aprire quella porta che tenta di contenere il vomito, e sotto tutti i fiori del mondo che prima o poi diventeranno secchi, tutti gli alberi del mondo che prima o poi verranno giù, i bambini nei cimiteri, i segreti che nessuno saprà mai, la morte vera, non ricordata, il primo giorno di inverno, un essere supremo corretto al rhum, e cercate di sentire che musica passa. È un mondo altro, sono mondi altri, che gridano, urlano, nel migliore dei casi stridono: sono i mondi che stiamo costruendo, quelli che non vedremo mai perché lontani, ma quelli dei cui germi siamo pieni - mentre amiamo, odiamo o anche solo viviamo – i mondi che avranno perso la speranza del tempo, del vento, dell’alternativa, perché l’hanno dimenticata e perché non ne hanno più bisogno. Mondi lasciati sul cruscotto dell’auto parcheggiata sotto il sole di agosto. Non per forza neri, e non per forza brutti. Non cercate di capirlo, questo disco qui, non è richiesto. Lo portate addosso. Basta aprire la porta del disagio: forse ci sono i Ninive a suonare, dentro".

VociAlternative

Postato da: zuccherodicane a 13:42 | link | commenti |
miti che decadono, la risposta è vaffanculo, quanta melodrammaticità oggi, miti che resistono

lunedì, 16 marzo 2009
recensione su Lost Highway

NINIVE & Los Paranoias - Osti

copertinaaaaa

Accade che il fastidio, la fatica, la nausea, il rumore alzino le mani contro la sera, le ombre, i fantasmi. Accade che, in file ordinate e a piedi nudi, schiavi e padroni si ritrovino a pregare lo stesso dio, per la fatica cui sono scampati, per la terra che sporca loro le ossa. Accade che la città finisca per somigliare a un delta su cui tramonta, immobile, una marea di cielo,un cielo grigio di pioggia, emaciato, stanco, che cova in seno il proprio sole perenne, tiepido, miraggio di una sempre prossima primavera. Ecco venire le marce, i passi spesi verso un bicchiere da pagare al prezzo della sete, verso una cima cui rifugiarsi a morire davvero, verso altri sguardi da riconoscere, cui piegarsi, da cui destarsi assolti. Ecco il lamento, ora guerriero, ora disincantato, salire dalla gola ed agguantare l’ossigeno, a passi di blues, di metalli distorti, di una voce netta, decisa, del più classico rock italico reinventato all’oltranza degli ottoni, degli accordi d’armonica, della scansione sintetica. La mancanza di qualsiasi equilibrio è equilibrio in sé, verità nero su bianco, pugno che accarezza lasciando un livido, decifrando la cicatrice dell’ombra, del silenzio appeso fra le singole parole perché acquistino il loro preciso senso nell’attimo del tonfo, del frastuono. Solleticate, le corde implodono per tendersi alla ritmica degli echi, delle dissonanze. E così accadono Delta, L’oro e Bastanco, Sull’Everest, Amos e i giganti, Shine. Il gioco sordo delle sirene diviene pathos e lungimiranza, desiderio di vendetta e preghiera, chimica del non-senso e nostalgia, “mentre il vento asciuga e lacera la pelle” (Blues per I), “mentre il mondo va in letargo / [...] mentre il tempo conta un altro anno” (In gola a Bo). L’amore è ancora e sempre amore, benché piegato al peso di un bicchiere di whisky, all’ugola rotta di un canto ubriaco, alle rime poco cortesi dell’istinto, dello sputo. I Ninive scrivono i minuti con le unghie, a denti stretti; si guadagnano l’ascolto innescando la miccia del fastidio, fino a tradurre quel fastidio in liberazione, come un passare di nuvole ingannevole, seducente, gonfio di tramonto. Osti è tabacco, uno sparo, aspirazione. Osti è siero, un inganno, l’indulto concesso alla prigione del disagio. Da ascoltare. Da ri-ascoltare. Da riscrivere ad occhi chiusi come ad accadere fossero il deserto, una marea, un futuro altro.


by Roberta Molteni


www.losthighways.it

Postato da: zuccherodicane a 13:52 | link | commenti |
harahiri, la risposta è vaffanculo, miti che resistono

sabato, 07 marzo 2009
Ram Jam.

Postato da: gammon a 11:42 | link | commenti (1) |
varie ed eventuali, recensisco ergo sum, io sarei nato libero, la risposta è vaffanculo, miti che resistono, lezioni di artista, haivintolamerda

venerdì, 06 marzo 2009
I cugini merda & l'editoria di settore.

Postato da: gammon a 21:00 | link | commenti (1) |
harahiri, la risposta è vaffanculo, quanta melodrammaticità oggi, dai retta ammé, cumpà, miti che resistono, haivintolamerda

domenica, 01 marzo 2009
ci ritiriamo per un po'

g f 2stand by.
vi terremo aggiornati su eventuali novità e nuove recensioni del disco.
sempre che a qualcuno freghi qualcosa
ciao, a prima o poi

NINIVE

Postato da: zuccherodicane a 13:30 | link | commenti (1) |
miti che decadono, quanta melodrammaticità oggi, miti che resistono

sabato, 21 febbraio 2009
se vi và

http://www.youtube.com/watch?v=Z6vNbLOr03c&feature=related

 

 

 

Postato da: Baronerosso1991 a 22:59 | link | commenti |
miti che resistono



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