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iN UN MONDO DI PRODOTTI DA DISCOUNT E DA DISCOUNT DELL'aRTE,
LA mOTHERfUCKaRT SI PROPONE L'IDEA DI DIFFONDERE PUBBLICAZIONI E PROMUOVERE EVENTI CHE SMASCHERINO L'APPARENTE SOSTANZA DEL PRODOTTO aRTISTICO E NON,
ALFINE DI PERMETTERE ALL' uOMO-cHIUNQUE DI APPROPRIARSI DELLA SOLENNE FRIVOLEZZA DELLA FORMA E DI RENDERSI aTTORE-aRTISTA-aRTEFICE DEL PROPRIO DESTINO.
vIVA L'aRTE CON L'a MINUSCOLA. vIVA LA vERITÃ .
eSPRIMERSI.
nONOSTANTE TUTTO. nONOSTANTE TUTTI
avete mai provato a fare quel gioco che costringe all'immediata associazione di un termine ad un altro, tipo farfalla-morte, agnelli-onanismo, caglio-smegma? con metodo, ho rifuggito fino all'ultimo il libro di saviano, sebbene nel caso specifico non per l'intima convinzione che fosse la nuova polpetta mediatica da laboratorio, ma solo per spirito da bastian contrario; e poi perché il secondo diktat autoindotto degli ultimi sette anni e dei prossimi quattordici è novel is dead. pertanto, va da sé. due domeniche fa dovendo riempire un pomeriggio untuoso ho scorruto, scorto?, scorso?, insomma il participio passato di scorrere la lista del medusa. il titolo meno ignobile era senz'altro gomorra e gomorra è stato, accompagnato da una moglie accondiscendente e da una flebile speranza che cinema is almost dead but almost is megl che tutt. guardando il film, incredibilmente ottimo, le considerazioni sono diventate plurime: uno) raramente, ma le masse per quanto infinitamente inculabili una volta al parsec ci possono prendere. due) rarissimamente, ma la critica per quanto ignominiosamente ammaestrata una volta ogni tre parsec può essere un riferimento. tre) nel dubbio d'essere preda della di cui polpetta meglio il film al cinema del libro: costa sempre meno e non occupa prezioso spazio in casa. poi il libro ve lo fate regalare per l'onomastico o se c'è trombatelo in biblioteca (gomorra ci sarà). quattro) l'onanismo è una malattia che rende ciechi, ecco perché gli artisti con cognomi al plurale che ne sono afflitti non si accorgono delle tremende cazzate che scrivono, manco in brail. cinque) gomorra è un film che spinge al gioco delle associazioni. la mia personale associazione è stata lungo i bordi . poche opere sono state in grado di rendere con crudo realismo evocazioni di vita comune con una forza trascendentale tale da spingerti a credere che reali lo siano davvero, che le comparse non recitino e i chitarristi (puozzano maximamente murì nelle sofferenze di armagheddon) non strimpellino volgari chitarre ma secernino per naturale e fisiologica funzione scale armoniche come io secerno escrementi dopo lo yogurt. uno degli sparuti testi di musica leggera che possa essere appeso sulla parete affianco ai poster di luke perry ma senza (giustamente) passar per coglioni è quello di fuoco fatuo, che nella chiosa finale sintetizza l'umana esistenza intera:
"...nella tua camera ho trovato una rivista di karate
dentro c'è la sequenza di un uomo
che uccide un toro a mani nude
c'è la carica del toro
e il particolare delle corna per terra
spezzate
ma manca la foto del contatto
tra le corna e la mano
leo, è questo che siamo?..."
in gomorra quanto in lungo i bordi il contatto c'è ed è a mani nude, e non solo per quello che si vede e si sente (sarebbe scontato), ma per "come" lo si vede e lo si sente. non a caso matteo garrone è stato nel duemiladue anche il regista de "l'imbalsamatore", un altro gioiello di tema la cui visione consiglio per capire pienamente cosa s'intenda.
guardate anche lungo i bordi ovviamente. sì, guardatelo. è un album che va visto.

orbene, mi rendo tardivamente conto di non aver pubblicato su codesto blog una seconda stangata tra le orecchie che ai gloriosi tempi di primaorigine versione musico ricevetti da marco loprete di kathodik. esercitandomi io stesso per pura invidia a bastonare impunemente questo e quello a pie' sospinto, mi sembra corretto recuperare il tempo perduto, sebbene non venga meno la colpevolezza del meschino quant'anche bulgaro precedente insabbiamento. ringrazio loprete per avermi definito polistrumentista, unica imperfezione della recensione: di strumenti, così come realmente andrebbero trattati con rispetto, non ne suono manco la metà d'uno.
"Disco noiosetto questo dei Prima Origine, formazione della provincia di Milano guidata dal cantante e polistrumentista Marco Chisena, autore di testi e musiche. Le cinque tracce che compongono il lavoro denotano una sensibilità folk depressa, che si traduce in ballate acustiche tediose e prive di nerbo. Prima Origine (che segue all’intro strumentale Aum) è una spoglia cantilena dal testo pretenzioso, riscattata solo in parte dagli interventi di chitarra classica di Marco Coassolo; un po’ meglio fanno Il Tragitto Della Mano, dalle liriche interessanti, e Four Walks Men, che vanta se non altro un bell’arpeggio (ma perché cantarla in inglese?).
Ciò non toglie, comunque, che il lavoro sia mediocre: basterebbe prendersi un po’ meno sul serio, ed i risultati sarebbero certamente migliori."
Aggiunto: January 24th 2007
Recensore: Marco Loprete
Voto: **
http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=2643
PROVOCATORIUM II
Nella sua casa nemmeno un libro, non un giornale vecchio o nuovo, non un libretto d’istruzioni o un foglio illustrativo di non so che, niente.
Poca musica, e tutta dello stesso genere: salsa credo, bachata o merengue. Questo sì, la Domenicana sa ballare e le piace.
L’altra sua passione sono le telenovelas, di cui si nutre a casa e mentre lavora, dalla tv del bar.
Dev’essere lei orgogliosa della sua televisione. Grande schermo.
Ma ditemi, ciò che vi ho detto è sufficiente per assegnare la palma dell’ignoranza a questa giovane signora?
Sicuro, ne volete sapere di più.
PROVOCATORIUM
Triste cosa, tristissima davvero è una libreria
in quanto cimitero di vegetazioni
sepolcro d’alberi e stagioni
sarcofago d’intense primavere
memoria d’interrotte fotosintesi
e perduti sentieri tra le foglie.
È in queste fosse comuni del verde
è in questi mausolei affollati, e superbi
è in questi luoghi tristi che l’uomo scarica le feci
le orrende secrezioni del pensiero
è qui dove la vita umana
in lapidario stile trovi espressa.
Per l’uomo d’occidente questo è un luogo di culto
le venerate pagine di un libro
sono reliquie di un qualche pensiero
brandelli d’anima di un vate
e v’è tuttora la credenza che a guardarle spesso
si ottenga felicità, saggezza e fortuna, consolazione.
sammy g.o. 2004
ma com'è bello il vino...rosso rosso rosso...bianco è il mattino...sono dentro a un fosso...e in mezzo all'acqua sporca...mi godo queste stelle...questa vita è corta...è scritto sulla pelle...ma com'è bello il vino..bianco bianco bianco...rosso è il mattino...sento male a un fianco...vita vita vita...sera dopo sera...sfuggi tra le dita...spera, mira, spera...
da "il vino" 1971
http://quellochemanca.splinder.com/post/16137392 (versione originale)
http://www.youtube.com/watch?v=grTu1cw2pfA (cover eccelsa dei La Crus risalente a prima della loro conversione al meretricio)
http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Ciampi (biografia)
http://www.bielle.org/Artisti/ciampi.htm (unofficial)
http://www.youtube.com/watch?v=a33Fa78zK5w&feature=related (piero ciampi dal vivo "tu no")
Sfangarla è l'unica cosa che conta.
(A parte queste cicatrici orribili.
Ma questa è un'altra storia).
Hunter S. Thompson
Screwjack - 1991


si fornisce lista mensile di vini sembrati buoni, talvolta ottimi/eccellenti, mediamente reperibili nei market ed acquistabili a cifre inferiori ai 10 €. spesso saranno giudicati vini ben fatti dal punto di vista tecnico, ogni tanto e per fortuna avranno pure dimostrato di possedere un'anima nonostante il prezzo contenuto. sul valore espresso verso le bottiglie considerate si tratta (ovvio) di un'opinione, in quanto tale non v'è pretesa di controfirma dalle schiere angeliche. chi la pensasse diversamente sarà paziente, lo invito con piacere a lasciare un commento o a scrivere (le mie giornate van riempite). sul tema invece se la soglia di 10 sacchi per una bottiglia valida (che bevuta con moderazione può durare almeno 3gg) sia o meno un prezzo contenuto, ho le idee chiare. in caso contrario riflettete su quanto si è disposti a spendere al giorno per brasarsi i polmoni. i voti (a titolo di parametro) sono espressi da O a OOO con dei + di merito, unitamente a quelli in 100esimi per sottolineare le sfumature in ordine di punteggio. ogni O equivale a un testicolo umano: ci sono uomini senza, uomini con uno che è meglio di senza, uomini con due (già abbastanza fortunati) e uomini con tre, cioè quelli che siamo soliti definire: con i “coglioni”. spesso nonostante la sovrabbondanza non sono questi ultimi a cui gira sempre tutto bene nella vita, ma quasi sempre sono quelli con l'anima che anche noi desidereremmo avere. naturalmente sono più rari. quando non incasina il layout di 'sto blog del minchia, si pubblica l'etichetta migliore. buona lista.
legenda: O (vini buoni)_OO (vini ottimi)_OOO (vini eccellenti). sotto i 70 si va in pasto ai pesci.
Alcol Bianco
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc 2006 Classico Superiore_Pievalta (Barone Pizzini)_O (76/100)
spicca l'alcolicità (difetto), mentre è carente in freschezza. retrogusto amarognolo non proprio piacevole; tuttavia in generale vino "buono" anche se non da ricordare.
Sicilia Igt Grillo 2005 "Cent'are Duca di Castelmonte"_Pellegrino_O (76/100)
della linea Duca di Castelmonte ricordiamo l'eccellente Nero d'Avola. purtroppo il grillo parte bene con un ottimo aspetto e buoni profumi di fiori bianchi e vaniglia delicata, freschi e fragranti, ma subito dopo esce troppo accentuata l'alcolicità; la stessa la si ritrova disarmonicamente più forte in bocca, penalizzando un vino che senza quest'unico difetto sarebbe da 83.
Alcol Rosso
Teroldego Rotaliano Doc 2004 Riserva_Mezzacorona_OOO+ (93/100)
eccellente equilibrio di tutte le sensazioni, esprime profumi e sapori fruttati, maturi, pieni e fini, il tutto ad un prezzo assolutamente accessibile: the best!
Salento Igt Primitivo 2005 "Sasseo"_Masseria Altemura (Zonin)_ OO (81/100)
non scrissi i dettagli. lo ricordo asciutto e sopra la media.
Beaujolais-Villages Aoc 2005 (Francia)_Georges Duboeuf_OO (81/100)
meno rinomato dei cugini bordolesi di pari categoria assaggiati ultimamente, questo gamay 100% costa meno, è più fine ed anche più profondo, eppure (tipicamente) fresco. denota una propria personalità. sebbene molti lo condiderino un distretto a se, amministrativamente il beaujolais è un sottodistretto della borgogna.
Rosso di Torgiano Doc_Lungarotti_O (77/100)
sangiovese e canaiolo. rosso rubino di buona vivacità, buona qualità dei profumi e sapori, ma tutto rimane ad un livello medio. vino comunque da buon pasto. lungarotti assai famosa è per la versione riserva "Vigna Monticchio", che però costa 5 volte tanto: vedremo se li vale davvero.
Danè in pasto ai pesci
sto mese va di lusso, o forse solo perché s'è comprato meno.
tiè.
redbaron1991@gmail.com
utente anonimo in ???
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jahm in
utente anonimo in piero ciampi
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Dodafe in piero ciampi
utente anonimo in basta seghe dai
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